L’ultimo eroe sopravvissuto

L’ultimo eroe sopravvissuto racconta il coraggio di stare dalla parte del bene. La vera storia del ragazzo italiano che si finse nazista e salvò centinaia di ebrei durante la II guerra mondiale e che le circostanze e le pesanti responsabilità hanno fatto crescere in fretta in un susseguirsi di colpi di scena.

 Tra colpi di scena e repentini cambiamenti

Quella del protagonista è una vita avventurosa, piena di colpi di scena e di azione, una biografia degna di un thriller. È incredibile quanto intensamente si può vivere nel giro di due anni; mentre altri non vivono veramente nell’arco di tutta una vita. (Continua a leggere dopo il link di Amazon)

  • In questo libro viviamo dei grandi e a volte repentini cambiamenti nella vita del protagonista, come il passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza, quando nel giro di pochi minuti si ritrova delle grosse responsabilità da affrontare da solo.
  • La giovinezza ti proietta in situazioni pericolose senza essere pienamente cosciente del pericolo. Ma è proprio questa apparente “incoscienza” che permette l’azione. Essere troppo previdenti rende a volte, purtroppo, passivi, paurosi e bloccati … paralizzati.
    Per certi versi un certo grado di incoscienza, quando si rimane fedeli a sé stessi, permette al coraggio, alla nostra migliore parte creativa di esprimersi con convinzione. Questo lo si percepisce nel libro nell’ambientazione tra le montagne, quando il protagonista porta in salvo gli ebrei tra molte peripezie e pericoli, ma anche nella sua ultima e pericolosa funzione militare.Parallelamente, alla fine del racconto, questa incoscienza sconfina nell’ignoranza e nell’ingenuità che porta alla morte di innocenti.
  • Qui i cambiamenti emotivi si susseguono in un continuo contrasto: dalla gioia al dolore, dalla soddisfazione alla delusione.
    È incredibile quante emozioni forti si possono vivere nel giro di una giornata, in poche ore. Da un momento all’altro si può vivere l’amore più intenso e la delusione, la tristezza, la rabbia più profonda.
  • Il confine tra il bene e il male è molto sottile, si confonde. Il bene e il male sono concetti relativi sempre in movimento. Stabilire cosa è bene e cosa è male è una questione soggettiva e contingente, ma è anche una questione di maturità e di profondità di giudizio. La superficialità, l’impulsività e l’ignoranza non permettono di discernere, di ascoltare la nostra voce interiore.

E ciononostante la vita continua, la vita vuole essere vissuta, pur mantenendo nel cuore il grande amore ricevuto.

Leggi il capitolo introduttivo: Rimanere fedeli a sé stessi

Valeria Amy Rossi
 

Mi chiamo Valeria Amy Rossi. Sono una persona curiosa, empatica. Tendo a legare le cose, a sintetizzare. Ho una formazione poliedrica, interdisciplinare. Sono soprattutto affascinata dai percorsi di consapevolezza, apertura e trasformazione: crescita personale e spirituale. Sono sensibile ai temi ambientali.

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